Deadpool, Batman e viceversa
Guest-post da Maikel Maryn, che è molto più mainstream di me
Marzo, aprile e maggio, per un fumettiere di quartiere come me, sono mesi intensi, un continuo e frenetico alternarsi tra progetti diversi, poi festival, poi workshop… non proprio un periodo rilassato. Calcola anche che, come avrai capito, non sono proprio in un momento semplice della mia vita (e il trasloco etc… etc… e tutto quel che puoi aver supposto dai miei testi: probabilmente ci hai azzeccato) per cui quando Maykel che, tra poco te lo spiega lui, è un grande appassionato dei fumetti di Batman, mi ha detto che stava leggendo i crossover tra Deadpool e Batman, mi è sembrata una imperdibile occasione, per una volta di… parlarti di un fumetto davvero recente! Basta vecchiume, oscuri fumetti alternativi statunitensi, misogini autori canadesi, manga storici giapponesi… è tempo di un po’ di mainstream! Infatti… non l’ho scritto io :-D Ti lascio nelle mani di Maykel per tornare, come al solito, alla fine del suo testo nel tentativo di venderti fumetti e corsi come fossero un set di pentole. Buona lettura!
Deadpool, Batman e viceversa
di Maykel Maryn
Facciamo una doverosa premessa: io per oltre vent’anni ho consumato fumetti seriali, poi – tu ne sai qualcosa – mi sono disintossicato.
La dipendenza per eccellenza, per me, è stato Batman. È il personaggio che mi ha accompagnato dall’infanzia con Adam West, attraverso il suo rilancio con i film di Tim Burton tra fine Ottanta e inizio Novanta. Il Batman della Glenat è stato il primo fumetto che mi sono comprato da solo, senza l’intermediazione dei miei genitori e che ho iniziato a seguire in modo sistematico. Lì è cominciata la mia vera dipendenza.
(E sì, lo so che alla fine è un miliardario criptofascista, infatti da giovane punk adoravo il villain Anarky, ma insomma è andata così...)
Come dicevo, ne sono uscito ma, anche se non seguo più il mercato, certe cose mi fomentano ancora. Il crossover tra Deadpool e Batman è stata una di queste, complici anche le storie di contorno che dagli annunci mi sembravano potenzialmente interessanti.
Non che mi aspettassi chissà cosa, chi ha un po’ di esperienza di fumetti sa benissimo che i crossover sono sempre a rischio di essere sterile fanservice, ma...
...ho comunque preso i due spillati di questo crossover a scatola chiusa.
IL PROGETTO
Quando a maggio 2025 era stato annunciato il nuovo crossover, quello che si sapeva è che ci sarebbero state due storie in cui il ciarliero mercenario e l’oscuro cavaliere si sarebbero incontrati e scontrati come Mirco e Licia. La prima, per Marvel, firmata da Zeb Wells e Greg Capullo, la seconda ad opera di Grant Morrison e Dan Mora. Insomma dei bei carichi da novanta.
In più erano state annunciate delle storie di contorno con altri crossover tra personaggi delle due case editrici.
Al momento dell’uscita il tutto si è concretizzato in due albi di 64 pagine con una storia principale e una manciata (abbondante nel primo caso e scarsa nel secondo) di storie di contorno. Ogni albo costa 7 euro che salgono a 9 per le innumerevoli versioni variant (se non vado errato ne ho contate otto per ognuno dei due albi) il che, visto che era da tanto che non bazzicavo il mercato degli spillati, mi porta anche a una riflessione tangente: i fumetti sono un prodotto da vecchi che se lo possono permettere.
Ma a me che mi frega? Tanto vecchio lo sono, quindi si inizia con...
MARVEL: DEADPOOL/BATMAN
Deadpool e Batman: Il Chiacchierone Oscuro
Storia di Zeb Wells, disegni di Greg Capullo
Questo dovrebbe essere il kick off di tutta l’operazione ma francamente se m’avessero dato un calcio nei coglioni forse avrebbe fatto meno male. Wells scrive una storia scialba, senza mordente, in cui Deadpool viene ingaggiato per un lavoro a Gotham City e si trova, per forza di cose, ad aver a che fare con lo sceriffo della città e a imbarcarsi in un’avventura dai ritmi serrati ma dai plot twist un po’ scemotti. La storia potrebbe essere salvata dai disegni di Capullo che però boh, mi pare svogliato: rappresenta Bruce Wayne con un musetto da bimbominkia e Joker nella versione di Jared Leto. Ora, io non so se in base alle recenti vicende di Batman queste scelte abbiano senso ma voi ve lo ricordate il pagliaccio infernale di “Death of the Family”? No, dico, ve lo ricordate? Ecco, scordatevelo. Joke for the Families. Mannaggiacristo.
Capitan America e Wonder Woman: La Pistola E La Spada
Storia di Chip Zdarski, disegni di Terry Dodson
Quando ho letto la recensione di Fumettologica che stronca questa storia mi sono chiesto se ho letto la stessa roba. A mio avviso è una storia breve molto ben riuscita, nella quale Cap e Diana vengono posti nello stesso continuum spazio temporale, un What if… se gli universi Marvel e DC fossero proprio lo stesso universo. La storia intreccia il primo incontro tra i due, sui campi di battaglia della Seconda Guerra Mondiale con spezzoni delle loro successive avventure insieme. Il Capitano si viene a trovare di fronte alla decisione e ad aver bisogno di una guida, un’ispirazione. Nonostante la morbidezza del tratto, Dodson riesce a rappresentare bene la tensione narrativa. Certo, visto il periodo avrebbe potuto essere tutto molto più carico, ma è anche vero che la storia alterna momenti tra un flashback drammatico e flasforward decisamente più leggeri – forse era questo che aveva stonato a qualcuno – per cui, a mio avviso, la scelta grafica ha senso. Peccato solo che sia una storia breve perché sarebbe stato un bel plot da sviluppare.
Jeff e Krypto: Prendi
Storia di Kelly Thompson, disegni di Gurihiru
Il cane di Superman e lo Squalo di Terra giocano a palla. Disegni molto kawaii. Strappa pure un sorriso eh? Però sticazzi.
Daredevil e Freccia Verde: Il Rosso E Il Verde
Storia di Kevin Smith, disegni di Adam Kubert
Questa è l’altra bella storia dell’albo: un breve racconto dell’incontro tra l’arciere verde e il diavolo rosso e il loro scontro con due gruppi di ninja, condito di battute tra i protagonisti e un sacco di botte per gli altri.
Lo spirito nerd di Kevin Smith lo rende allo stesso tempo scanzonato ma anche molto rispettoso dei personaggi e le tavole di Adam Kubert hanno un dinamismo che rende benissimo il ritmo serrato della narrazione.
Un divertissement senza troppe pretese ma che si fa apprezzare anche per questo.
Rocket Raccoon e Lanterna Verde: Rocket ha un Anello da Lanterna Verde Ora
Storia di Al Ewing, disegni di Dike Ruan
Due pagine nonsense di cui, per l’appunto, non è che capisca molto il senso. Non che una storia umoristica non possa starci, anzi, visto il mood del crossover principale ha senso, ma qualche manciata di vignette di cui la prima metà è un’introduzione e l’altra sono gag senza molto capo né coda mi sembra uno spreco di carta.
Vecchio Logan e Batman: Il Ritorno del Cavaliere Oscuro: Resa dei Conti
Storia e disegni di Frank Miller
Lo confesso: ho preso questo crossover principalmente per questa storia, perché Miller è Miller, pure se negli ultimi anni il suo tratto si è… come dire… trasformato.
Non starò qui a disquisire sulla qualità dei suoi disegni, capisco che molti non ne apprezzino le ultime evoluzioni (e io sono tra quelli) ma capisco anche chi pensa che il suo apporto al fumetto mondiale gli dia il diritto di fare un po’ il cazzo che gli pare senza che nessuno gli vada a rompere i coglioni.
Però queste sono tre pagine di botte, onomatopee, qualche dialogo edgy e disegni molto, molto squadrati. Io, francamente, spero che sta roba il buon Frank l’abbia disegnata seduto sul cesso mentre pensava a quanti soldi avrebbe munto a mamma-Marvel...
Logo: Arriva: Logo!
Storia di Ryan North, disegni di Ryan Stegman
Due Ryan riesumano il concept dell’Amalgam (cioè la fusione di personaggi DC e Marvel) e ci scodellano Logo! Nome di merda per la fusione di Wolverine e Lobo. Essendo entrambi un concentrato di testosterone e cattiveria, praticamente è Lobo con gli artigli, che però sono i ganci delle sue catene. Insomma cambia poco.
Tre pagine che sembrano un’introduzione a non si sa cosa. Senza infamia e senza lode.
Era meglio Lobo The Duck.
DC: BATMAN/DEADPOOL
E qui mi sembra giusto confessare che questo albo probabilmente non l’avrei nemmeno preso, dato che l’unica cosa che davvero mi interessava all’inizio era leggermi la storia di Miller, ma siccome sono passato in fumetteria con un mese di ritardo, nella fretta e nella foga ho tirato su l’albo sbagliato, e però…
Batman e Deadpool: Il mistero del bacio cosmico
Storia di Grant Morrison, disegni di Dan Mora
E qua si vede che, per quanto ne possa dire Todd McFarlane, la sceneggiatura fa la sua bella differenza. Grant Morrison mette in piedi una storia tanto veloce quanto ricca di citazioni alla carriera dei personaggi quanto alla sua, montagne russe di nonsense e sfondamenti della quarta parete che mi sarei aspettato di più in casa Marvel che DC. Il tutto disegnato ottimamente da Dan Mora.
Un capolavoro? No, ma qualcosa di decisamente godibile e apprezzabile.
John Constantine (Hellblazer) e Dottor Strange: Un mago entra in un universo
Storia di James Tynion IV, Joshua Williamson e Scott Snyder, disegni di Hayden Sherman
Ok, che sta sceneggiatura sia stata scritta a sei mani mi sembra un po’ sovrabbondante, però l’idea di far incontrare il sofisticato stregone supremo dell’universo Marvel e lo scalcagnato mago di quello DC per ripristinare l’ordine delle cose minacciato da una collisione di realtà, ci regala una serie di cameo di altri personaggi e delle interessanti riflessioni sulla natura della luce e dell’oscurità, per così dire. Il tratto un po’ spigoloso di Sherman e a tratti “pop” si presta bene a rendere le atmosfere tra l’arcano e lo psichedelico.
Nightwing e Laura Kinney (Wolverine): Bastoni e artigli
Storia di Tom Taylor, disegni di Bruno Redondo
Una piccola chicca nella quale l’azione fa da contorno a una riflessione sul rapporto padri-figli da parte degli “eredi” di due delle figure paterne più ingombranti degli universi supereroistici.
Harley Quinn e l’Incredibile Hulk: Il sabato incredibile di Harley & Hulk
Storia di Mariko Tamaki, disegno di Amanda Conner
Stile molto pop, storia senza capo né coda, per me cinque pagine buttate.
Static e Ms. Marvel: Amici nuovi in luoghi conosciuti
Storia di G. Willow Wilson, disengi di Denys Cowan e Klaus Janson
I disegni un po’ sporchi, vagamente milleriani in alcuni elementi, mi sono piaciuti, meno la storia che mi è sembrata sciapa e sì che l’utilizzo di due eroi non caucasici, di cui una ragazza che sfugge allo stereotipo della pinup in calzamaglia, poteva essere l’occasione per tirare fuori qualcosa di più interessante.
IL GIUDIZIO
Sebbene ci siano delle cose apprezzabili – e che contro ogni aspettativa la DC abbia fatto meglio della Marvel in un’operazione frizzi e lazzi – il progetto, nel suo complesso, mi sembra, come posso dirlo in modo elegante e colto?
Ah sì: una merda.
Come si diceva all’inizio i crossover hanno sempre una grossa componente di fanservice, ce l’aspettavamo tutti, ma ci sono stati anche dei piccoli gioielli in questo settore.
Se penso anche solo a quelli che coinvolgevano Batman, ricordo dei pregevoli incontri con Predator e uno spettacolare randevouz con Judge Dredd in Giudizio su Gotham sceneggiato ottimamente da un Alan Grant decisamente più impegnato e disegnato da Simon Bisley, che è tutto dire.
Ma, oh, pure i due albi Spawn/Batman e Batman/Spawn: War Devil del ‘94, che dovrei andare a riguardarmi ma che non ricordo come dei capolavoroni, erano meglio di ‘sta roba.
Il problema grosso è che oltre al fanservice qui c’è poco o niente, i disegni magari sono carini ma sono le storie a mancare e, quelle buone, comunque non lo sono abbastanza da salvare la baracca.
Magari se invece di ficcare una sequela di storie in appendice tanto per, avessero dato più spazio a quelle principali forse, e dico forse, ne avrebbero cavato qualcosa di meglio.
E invece no.
Ancora una volta l’editoria ha trattato i lettori come mucche da latte e, in quanto vacca, vorrei tanto dire a chi ha imbastito sto progetto dove può attaccarsi per la mungitura.
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Claudio Calia
Nato a Treviso nel 1976, ho realizzato per BeccoGiallo, tra gli altri, Leggere i fumetti. Dagli Avengers a Zerocalcare, una prima guida per chi vuole cominciare a leggere i fumetti (2016), Kurdistan. Dispacci dal fronte iracheno(2017) e Dossier TAV. Una questione democratica (2019). Partecipo alla redazione di Antifa!nzine e ho fondato l’associazione per la divulgazione del linguaggio del fumetto Oblò - APS, con cui pubblico I Baccanti. Con Claudio Marinaccio e Marco Corona ho dato vita alla newsletter gratuita di fumetti Smoking Cat, dieci numeri gratuitamente disponibili qui, da cui poi ho estratto il libro autoprodotto I giorni così. Nel 2023 è uscito Allargo le braccia e i muri cadono. Don Gallo e i suoi ragazzi (Feltrinelli Comics) vincitore del premio Boscarato “Miglior artista (disegno e sceneggiatura)” al Treviso Comic Book Festival. Il mio ultimo libro è Dov’è la bellezza? Kamaran Najm, il primo fotografo di guerra curdo-iracheno (BeccoGiallo, 2025). Poi ho scritto una cosa in cui le parole sovrastano con decisione le immagini: Graphic Journalist. Manuale per il reporter con la matita (Comicout, 2025).
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c.






















